La fluorescenza

La fluorescenza non deve essere considerata necessariamente un fattore negativo nell'acquisto di un diamante e tanto meno un difetto, piuttosto un ulteriore caratteristica fisica, e poiché molto spesso si equivoca, è bene soffermarci brevemente su di essa. In primo luogo va precisato che nei diamanti Frecce & Cuori, le otto frecce e gli otto cuori, non sono condizionati o influenzati dalla sua presenza, a meno che questa sia talmente forte da creare una condizione visiva per cui il diamante risulta essere oleoso o lattiginoso.

Facendo riferimento ai dati ufficiali 2014, presentati dal Gemmological Institute of America, cercheremo di rendere più comprensibile l'influenza che ha la caratteristica della fluorescenza quando si acquista un diamante.

In primo luogo cerchiamo di spiegare di che cosa si tratta. Alcuni diamanti, esposti ai raggi ultravioletti emettono una luce, che viene chiamata "fluorescenza". Il grado di fluorescenza viene classificato dagli istituti gemmologici con la dicitura: nessuna, lieve, media, forte e molto forte.

Ricordando che i raggi UV sono presenti alla luce del giorno e che sono invisibili ad occhio nudo, essi creano una reazione più o meno intensa finché il diamante è sottoposto alla loro azione e poiché la sua presenza può in taluni casi migliorare il colore delle pietra, quando la gemma presenta fluorescenza, il colore andrebbe osservato alla luce diurna e non artificiale.

I diamanti sono costituiti da atomi di carbonio organizzati in reticoli cristallini e, a volte, può succedere che nel reticolo possano mancare uno o più atomi di carbonio. Gli atomi mancanti vengono sostituiti da atomi di azoto, che, a secondo del loro numero e della loro disposizione, determinano una colorazione diversa; inoltre per il motivo su esposto la fluorescenza può variare oltre che per colore anche per intensità. La fluorescenza può essere presente sia nei diamanti di colore alto che in quelli di colore tendente al giallo ed è visibile solo se viene osservata con lampade a luce ultravioletta. Il fenomeno è abbastanza comune ed è presente in un' alta percentuale di diamanti. Si stima che circa il 30 / 35% dei diamanti ha qualche grado di fluorescenza e che solo il 10% di questi ha una fluorescenza talmente importante da modificare il colore delle pietre in esame.

Nel 95% dei casi, la fluorescenza tende al blu, più raramente al giallo, bianco, arancione, e ad altri colori. Precisando che qualsiasi fattore che influenzi la brillantezza di un diamante é un fattore negativo, bisogna tenere presente che visivamente il blu annulla il colore giallo e ciò fa si che nei diamanti il cui colore presenti sfumature tendenti al giallo, la fluorescenza riesce a modificare, migliorando, il colore; questo è un effetto assolutamente stabile e poiché non pregiudica nessun’altra caratteristica intrinseca della pietra, compresa la durezza, la rende commercialmente più interessante; possiamo quindi, sicuramente dire, che essa rappresenta un fattore positivo rispetto ad un diamante che non avendo fluorescenza rimane con le sfumature gialle.

Per concludere, va detto che la connotazione negativa può essere condivisa per quanto riguarda le pietre di colore alto, di contro, per le pietre classificate di colore H, I, J , K ma anche di colore inferiore, essa ha un effetto talmente positivo che non é raro trovare in alcuni certificati GIA la dicitura: "La fluorescenza ultravioletta di questo diamante esalta il grado di colore alla luce del giorno"