Scopo di questo articolo è di illustrare, con semplici riferimenti alla gemmologia, i concetti base di stima del diamante, facendo riferimento ad un semplice esame visivo, alla lente, che porta al facile riconoscimento del falso dal vero.

Per fare questo semplice esame, bisogna conoscere il concetto di rifrazione.

Un raggio di luce che incontra una pietra incolore (diamante o imitazione) da una parte viene respinto, creando il fenomeno della riflessione, dall'altra, penetrando al suo interno crea il fenomeno della rifrazione.

Il raggio di luce che incontra un corpo più denso, nel caso si tratti di un diamante, continua la sua strada e crea un angolo senza sdoppiarsi, se incontra un corpo diverso i raggi diventano due. Nel primo caso siamo di fronte ad un cristallo monorifrangente, nel secondo, birifrangente.

Pertanto, la nostra attenzione va rivolta al modo in cui un raggio di luce attraversa un cristallo, consentendo di suddividere in due grandi tipologie i cristalli sottoposti alla prova:

La prima fatta da "materiali amorfi e i cristalli monometrici" che sono monorifrangenti e pertanto  in essi la luce si propaga in tutte le direzioni allo stesso modo, e la seconda fatta da "materiali o cristalli dimetrici o trimetrici", in cui un raggio di luce si divide in due.

Il diamante, a differenza della maggior parte delle sue imitazioni, è monorifrangente.

Questa peculiarità consente di fare un semplice esame visivo alla lente, mettendo l'osservatore nelle condizioni di identificare velocemente se è di fronte ad un diamante o ad una sua imitazione. In pratica focalizzando l'apice o gli spigoli di taglio della pietra in esame, si noterà uno sdoppiamento di immagine nel caso di una birifrangenza, e una visione perfetta, senza sdoppiamento, nel caso di monorifrangenza. A questo punto giungere alle conclusioni è molto semplice.

Inoltre vorrei illustrare un concetto che viene spesso sorvolato, anche perché la conoscenza diffusa di ciò che spero di riuscire a chiarire potrebbe creare una eccessiva limitazione nella facile commercializzazione dei diamanti.

Mi riferisco specificatamente ad uno dei requisiti che spesso viene taciuto o quantomeno non evidenziato dai commercianti di diamanti: Il taglio.

Facendo riferimento alle qualità di riflessione e quindi di rifrazione, bisogna rendersi conto che si è di fronte ad un materiale unico, di particolari doti fisiche  e che solo la capacità conoscitiva ed artistica dell'uomo può esaltare e rendere un minerale come il diamante, una vera opera d'arte.

Sia l'indice di riflessione che l'indice di rifrazione del diamante, consentono al bravo tagliatore di catturare il raggio di luce che entra nel cristallo facendogli fare degli angoli talmente perfetti che non consentendo nessuna dispersine di luce fanno della gemma una visione unica di grande fascino.Guardare un diamante ben tagliato rinnova un intenso piacere ad ogni sguardo. Questa emozione viene provocata solo se si è di fronte ad una pietra di taglio splendido, emozione che può essere paragonata a quella che si prova vedendo un'opera d'arte.

È Grazie, quindi, alla monorifrangenza, agli angoli di riflessione ed agli angoli di rifrazione, se un diamante di taglio ineccepibile riesce a darci una gioia visiva più unica che rara.